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Editoriale Palermo - Una serie positiva...molto negativa

Data: 05/03/2013
Maurizio Zamparini
Maurizio Zamparini
Liverani

Ormai il valzer degli allenatori più che una stucchevole pantomima, sembra una vicenda dai risvolti grotteschi. Ritorna Gasperini e la musica non cambia. Forse il tecnico, nel suo richiamo, ha voluto leggere un riconoscimento implicito e totale del suo modo di agire ed ha preteso continuare sulla falsariga del passato. Come se non si rendesse conto che la situazione si è, nel frattempo, aggravata e non basta raccattare il punticino. Che, ad onor del vero, in altre circostanze sarebbe stato salutato con favore. Tuttavia ormai anche la mini serie di quattro turni d’imbattibilità, ma con soli pareggi, assomiglia più a un fallimento ed a nulla è servita.

Il Palermo, in una partita da vincere, non è stato capace di produrre azioni da gol ed anzi, a conti fatti, è stato più vicino alla sconfitta che al successo, visto che son toccate ai granata le uniche occasioni clamorose per incamerare i tre punti. Ha esercitato una supremazia territoriale costante, è vero, anche perché, diciamocela tutta, il Torino gliel’ha lasciata volentieri. Tutti sanno che la squadra di Ventura si esalta quando non deve impostare (come attesta il suo ruolino di marcia esterno): attende e riparte. E così è avvenuto.

Alla vigilia, in casa rosanero ci si aspettava qualche novità importante. Lo stesso allenatore l’aveva anticipata, dichiarandosi contento dell’organico a suo disposizione che ora gli garantiva (sic) molte più alternative. Prima dell’esonero, nella sconfitta con l’Atalanta, Gasperini non aveva esitato a gettare nella mischia, tutti insieme e subito, i nuovi arrivati, magari esagerando e decretando così, secondo Zamparini, il proprio allontanamento. Adesso ha operato un altrettanto spiazzante dietro-front – dando magari ragione a chi malignava su presunte pressioni di Lo Monaco - riproponendo la formazione impalpabile che non riusciva a risalire, con sole due varianti: Fabbrini e Boselli.

L’inserimento dell’argentino sembrava preludere finalmente ad una attacco con due punte, ovvio, scontato, conforme alla grammatica calcistica. Niente di tutto questo, anche stavolta la formula non è stata neppure tentata. Sono cose come queste che spiazzano i tifosi e rendono la situazione rosanero un inestricabile guazzabuglio in cui sembra che gli ultimi a capirci qualcosa siano proprio i tecnici. Miccoli è rimasto ancora fuori. Dicono, per problemi fisici. E allora perché è stato gettato nella mischia per tutto il secondo tempo? Come sempre, Gasperini lo immette a gara iniziata e come sempre l’ex Romario del Salento non incide per nulla. Come sempre gli si affida il ruolo di punta centrale, che non è suo, levandogli il partner grande e grosso capace di aprirgli gli spazi e il Palermo non tira mai in porta. E questo da quasi trenta giornate! La gestione agonistica e societaria di Miccoli è sicuramente il più grosso equivoco dell’anno e merita un discorso a parte. Ci torneremo.

E veniamo a Fabbrini. Bello a vedersi, persino pericoloso nel saltare l’uomo, ma a trenta metri dalla porta quindi inefficace. Preferirlo ad altri trequartisti è una

scelta legittima dell’allenatore, al quale potremmo semmai suggerire di farlo giostrare al limite dell’aria: col suo gioco di gambe potrebbe guadagnarsi rigori. Ma non è la scelta il problema. Il problema è che nessuno (dei tecnici) paia accorgersi che da quando l’ex Udinese gioca, Dossena, il più positivo nelle prime giornate, sparisce dal campo. Quando tenta di fluidificare trova gli spazi davanti a lui intasati proprio dalla mezzapunta.

E’ logico? In una gara da (tentare di) vincere non è un quasi suicidio tattico? Come la rinuncia a Nelson, certo più adatto di Morganella (quanti cross… tutti sballati) a fare il quinto di centrocampo: per lui all’esordio, un gol e un assist decisivo, eppure sembra sparito nella considerazione degli allenatori (anche di Malesani). Nel centrocampo senza fantasia e incapace di lanciare le punte, Faurlin, che riferiscono dotato anche di un buon tiro, ci stava tanto male? Questo Sperduti (altro nome evocativo) di cui si diceva un gran bene, che pasta di giocatore è? Misteri del calcio. Ma adesso Gasperini ha anticipato che nella gara col Siena ci saranno molte novità decisive… Sì, la maglia a strisce orizzontali anziché verticali!

Autore: Antonino Pavone
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