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Interviste

Esclusiva: Stefano Capozucca

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Esclusiva: Stefano Capozucca

Esclusiva: Stefano Capozucca

Esclusiva: Stefano Capozucca. “Gasperini è un allenatore da grande club, l’Inter ha la rosa più forte del campionato”.

Davide Sacchetti ha intervistato in esclusiva (Clicca qui per altre interviste) per Calcissimo.com Stefano Capozucca. Dopo una carriera da difensore in Serie C tra gli anni ‘70 e ‘80, soprattutto nella Biellese, Capozucca ha intrapreso la strada del dirigente, gestendo piazze importanti come Cagliari e Genoa. Con anni di esperienza nel calcio italiano, ha raccontato il suo punto di vista sul campionato e alcuni retroscena delle sue esperienze dirigenziali.

Esclusiva: Stefano Capozucca

Inter favorita, Napoli e Conte all’inseguimento

Come sta vedendo questo finale di campionato di Serie A?
“Era nei pronostici. L’Inter ha la rosa più forte del campionato e lo sta dimostrando sul campo. Il Napoli, con un allenatore come Conte, è dietro e cerca di approfittare di qualche passo falso. Io dall’inizio dico che l’Inter è la candidata principale per la vittoria finale.”

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Juventus: colpe anche della dirigenza?

Secondo lei, in casa Juventus i problemi sono anche colpa della gestione di Giuntoli?
“Quando ci sono problemi, la colpa non è mai solo dell’allenatore. Ci sono diverse componenti che magari non hanno funzionato al massimo. La Juventus ha sempre avuto nel DNA la vittoria, ma oggi si trova in una situazione diversa anche per via di organici inferiori rispetto al passato. Quest’anno si sapeva che ci sarebbero state delle difficoltà e in questi momenti bisogna compattarsi. Invece, la Juve non è stata così compatta e ha deciso di abbandonare il progetto Thiago Motta.”

La scelta per la panchina del Milan

Se lei fosse nella dirigenza del Milan, quale allenatore sceglierebbe a fine stagione?
“Il Milan ha dirigenti importanti, a parte Ibrahimovic, il cui vero ruolo non è ancora chiaro. Lui è esperto di calcio, ma non sappiamo ancora quanto possa incidere. In Italia, ho un solo pensiero: Gasperini. Per me andrebbe bene su qualunque panchina importante.”

Gasperini alla riscossa

Gasperini, un predestinato

Si aspettava che Gasperini arrivasse così in alto da quando l’ha avuto lei al Genoa?
“Ho sempre pensato che fosse destinato a un grande club. Quando c’era Cobolli Gigli, ebbe un colloquio con la Juventus, ma poi non se ne fece nulla. Ho sempre visto in lui qualità importanti. Settimana scorsa sono andato a Firenze a salutare Palladino e parlavamo di quando giocavamo con Gasperini: in quegli anni non avevamo paura di nessuna squadra.”

Un progetto come l’Atalanta con Gasperini?

Quando era al Genoa, avete mai pensato, con il presidente Preziosi, di creare un progetto simile a quello dell’Atalanta con Gasperini?
“Se n’era parlato, ma ci furono dissidi interni, anche se non con Preziosi e neanche con me. Le strade si separarono, ma non era nelle intenzioni del presidente né, penso, di Gasperini. In futuro provai a portarlo al Cagliari, ma la società non era convinta e lui finì a Bergamo.”

Esclusiva: Stefano Capozucca

Opportunità con un top club?

Nella sua carriera da direttore sportivo ha mai ricevuto una proposta da un top club in Serie A o all’estero?
“Mi sono sempre trovato bene al Genoa, era una cosa che mi era entrata nel sangue. Ho avuto solo un momento di dubbio quando mi chiamò la Fiorentina: Macia mi voleva portare lì. Però avevo ancora il contratto con il Genoa e Preziosi mi disse: ‘Ma dove vai? Resta ancora con me’. E così rimasi in rossoblù.”

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L’operazione più difficile sul mercato

Qual è stata l’operazione più complicata che ha portato a termine?
“All’epoca il Genoa era noto per tante operazioni, con molti giocatori che entravano e uscivano. Non ci furono trattative enormi, ma un episodio che ricordo bene fu il riscatto di Milito. Fu bravo il figlio di Preziosi, Fabrizio, a depositare il contratto all’ultimo secondo, proprio al gong del mercato. Così Milito tornò al Genoa.”

Il giocatore mai preso

C’è un giocatore che avrebbe voluto avere in squadra ma che non è riuscito a prendere?
“Ho avuto sempre buoni giocatori, e molti di loro li ho presi più volte. Borriello, ad esempio, l’ho acquistato tre volte più una al Cagliari. Alcuni ragazzi si sono affezionati a me, come Sculli, che ancora oggi mi chiama ‘papà’. Però c’è stato un giocatore che avrei voluto, ma l’operazione è stata… cancellata.”

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