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Signori non si tocca!

Quando Cragnotti annuncia l’ormai prossima cessione del capitano laziale, i tifosi insorgono!

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Signori non si tocca!

Manca solo la firma, ma ho venduto Signori al Parma per 25 miliardi“. La rivelazione di Sergio Cragnotti giunge inattesa e sorprendente, ma i tifosi della Lazio insorgono, deviando il corso della storia!

Fanno rumore le parole del patron biancoceleste, più rumore dell’esplosione di una granata. Nessuno è stato avvertito, neanche il diretto interessato, nemmeno il presidente Dino Zoff.

Sommossa popolare

E soprattutto non potevano immaginarselo i tifosi, che adesso, di fronte alla prospettiva di perdere il loro idolo, Beppe Signori, scendono in piazza:

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marciano su Roma per esprimere il loro disaccordo verso una decisione che suona come un tradimento da parte della società.

Il popolo biancoceleste si riversa per le vie della Capitale, si mobilita tra via Novaro e via dei Cappuccini per dare voce al proprio dissenso.

‘Signori non si tocca!’

Un’ondata di rabbia che si trasforma presto in violenza, travolgendo tutto e tutti: incidenti, disordini, caos in città.

Signori non si tocca!“, il grido dei supporters laziali riecheggia feroce per tutta Roma. La protesta funziona, perchè Cragnotti, incredibilmente, ci ripensa

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Forse spaventato dall’impeto di una tifoseria guerrigliera che minaccia di mettere a ferro e fuoco una città intera.

L’annuncio di Zoff

Così, Zoff si presenta davanti a una selva di telecamere e microfoni per dare l’annuncio che tutti i tifosi attendevano trepidanti:

Posso comunicarvi che Signori viene tolto dal mercato e rimarra’ qui almeno fino al giugno ‘ 98, secondo scadenza contrattuale.

Cragnotti e’ rimasto deluso dall’ atteggiamento dei sostenitori, che non riescono a capire i suoi sforzi.

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La rinuncia al bomber gli sembrava utile al futuro rafforzamento della squadra. Amarezza comprensibile e il patròn sta addirittura pensando di lasciare il pacchetto azionario”.

La rabbia di Cragnotti e l’incredulità di Signori

Decisione confermata più tardi dallo stesso Cragnotti, che nel mezzo del vertice con la dirigenza del club sbotta: “Tenetevi Signori, me ne vado io!

Intanto, Beppe Signori, dal Brasile,  fa sapere di essere allo scuro di tutto:

In tutta questa vicenda non ho responsabilita’. Io, Beppe Signori, non voglio casini perche’ non sono stato certo io a chiedere di andarmene.

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Desidero restare a Roma, ho appena comperato casa, ho una bambina piccola, ormai conosco tutti, mi sono ambientato e mi trovo benissimo.

Ripeto per evitare fraintendimenti, io voglio rimanere. Hanno fatto tutto loro e l’ultimo a saperlo sono stato proprio io. 

Volevo vincere qualcosa a Roma, con la Lazio, e comunque quello che decide sono io, non certo l’azionista di maggioranza o il presidente”.

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